Parrucchieri e centri estetici raggiungono un importante traguardo, arriva finalmente l’affitto della poltrona.

L’affitto di poltrona o di cabina è quella pratica che permette ai saloni di acconciatura e ai centri estetici di affittare spazi interni dei loro negozi ad altri professionisti.

Grazie ad una circolare del Ministero dello Sviluppo Economico è stata chiarita ulteriormente la questione del contratto di “affitto di poltrona” e “di cabina” per i saloni di bellezza e per i parrucchieri. La normativa nazionale ammette questa pratica e permette l’affitto di poltrona a patto che sia redatto uno specifico contratto in base al quale il parrucchiere o l’estetista titolare di un salone concede l’utilizzo di una parte dell’immobile e delle attrezzature, dietro pagamento di un determinato corrispettivo.

Affitto della Poltrona parrucchieri e centri estetici

L’affitto della poltrona in altri Paesi

Finalmente è possibile anche in Italia utilizzare nuove forme di collaborazione e di organizzazione aziendale che all’estero vengono usate già da parecchi anni. Nel Regno Unito e negli USA, in particolar modo, si possono osservare numerosi esempi di coworking soprattutto nel settore Bellezza e Benessere.

Negli USA il noleggio della poltrona è chiamato “booth rental station” ed esistono due tipologie di salone in cui viene applicato. La prima riguarda i saloni per parrucchieri che decidono di affittare  una o due postazioni mantenendo comunque la loro clientela abituale; la seconda è invece quella in cui alcuni imprenditori forniscono lo spazio e i servizi, mentre gli acconciatori professionisti affittano le postazioni all’interno del salone portando con se la propria clientela. Generalmente, in ogni salone viene condivisa la postazione per lavare i capelli e nell’affitto sono incluse le spese per l’elettricità e la connessione internet.

L’intervento del Ministero per lo Sviluppo Economico sul “fitto della poltrona”

Con la circolare n. 16361 del 31 gennaio 2014, il Ministero dello Sviluppo Economico ha fornito importanti precisazioni.

Innanzitutto, specificando che la regolamentazione delle professioni di acconciatore e di estetista rientra nell’ambito delle materie a legislazione concorrente tra Stato e regioni (Secondo l’art. 117 della Costituzione, terzo comma, la potestà legislativa spetta alle Regioni che la esercitano nell’ambito dei principi fondamentali determinati con legge dello Stato) ha ribadito che i requisiti di accesso a tutte le attività economiche devono essere necessariamente identici su tutto il territorio nazionale. Questo perché fanno parte delle materie di competenza esclusiva statale che rientrano nel secondo comma dell’articolo 117 della Costituzione. Sono coinvolti, infatti, aspetti che riguardano la “garanzia della concorrenza” e “l’unità dell’ordinamento”.

Per quanto riguarda l’attività di acconciatore ed estetista la disciplina unitaria è garantita attraverso la legge 17 agosto 2005 n. 174, per gli acconciatori, e la legge 4 gennaio 1990, n. 1 per le estetiste. Ai sensi della predetta normativa l’ipotesi di “affitto di poltrona” o “affitto di cabina” (a  seconda che si tratti di affitto di spazi per l’esercizio dell’attività di acconciatore o di estetista) è possibile tra imprese, mediante uno specifico contratto in base al quale un titolare di salone di acconciatura o di centro estetico concede in uso una parte dell’immobile e delle attrezzature, verso pagamento di un determinato corrispettivo.

Per l’attività di acconciatore è ammessa dalla legge l’ulteriore possibilità di affittare la poltrona anche a soggetti non imprenditori, a patto che siano in possesso dei requisiti professionali richiesti. Secondo l’art. 2, comma 6 della legge n. 174/2005, infatti, è previsto che per l’effettuazione dei trattamenti e dei servizi previsti, le imprese esercenti l’attività di acconciatore possono avvalersi anche di soggetti non stabilmente inseriti nell’impresa, purché in possesso dell’abilitazione prevista.

Diversamente da quanto previsto per gli acconciatori, l’affitto della poltrona per l’estetista appare più complesso. La normativa, infatti, prevede che la professione di estetista può essere esercitata solo in forma di impresa, non consentendo l’esercizio ai soggetti non iscritti all’Albo delle imprese artigiane o al registro delle imprese.

Esiste, però, un’interpretazione che consentirebbe l’affitto della poltrona anche alle estetiste non iscritte al registro delle imprese, purché in possesso dei requisiti professionali. L’art. 9, comma 1, della legge n.1 del 1990, infatti, nell’ammettere l’esercizio congiunto delle attività di estetista e di acconciatore nella medesima sede, fa riferimento unicamente ai requisiti professionali da possedere per l’esercizio delle rispettive attività e non anche all’esercizio di impresa. Questo significa che un’impresa singola può esercitare insieme l’attività di acconciatore ed estetista a patto che al suo interno ci siano soggetti in possesso di titoli abilitativi diversi (estetista e/o acconciatore). Seguendo questa ricostruzione del quadro normativo è possibile affermare che l’impresa tanto di acconciatura quanto di estetista, può consentire l’uso dei propri spazi sia ad acconciatori sia ad estetisti con la sola condizione che questi siano in possesso dei prescritti titoli abilitativi. Secondo il Ministero questa interpretazione risulta coerente con le disposizioni emanate in tema di liberalizzazione delle attività economiche, in attuazione dei principi di libertà di iniziativa economica di cui all’articolo 41 della Costituzione e di concorrenza sancito dal Trattato dell’Unione europea.

La circolare si conclude affermando che “l’affitto di poltrona o di cabina, consentito in base alla legislazione statale attualmente vigente non può in nessun modo prescindere dal rispetto delle ulteriori disposizioni previste dalla legislazione nazionale e regionale in materia contrattuale, contabile, fiscale, gius-lavoristica e igienico-sanitaria”.

Affitto della Poltrona per Parrucchieri ed estetiste

Il contenuto del contratto

Il contratto di affitto di poltrona e di affitto di cabina sopra individuato, dovrebbe essere predisposto in modo da rendere tale modalità individuabile rispetto ad altre tipologie contrattuali di prestazione d’opera all’interno del medesimo salone di acconciatore o di estetista. Esso potrebbe essere integrato con specifici elementi quali quello di prevedere una certa stabilità dell’esercizio e una distinzione delle attività (in termini di spazi, di responsabilità, di tenuta della contabilità, di adempimenti di natura fiscale). Devono essere individuate nel dettaglio le rispettive aree fisiche di lavoro, le responsabilità legate agli strumenti di lavoro utilizzati, ai locali, agli impianti e all’applicazione in generale della normativa in materia di sicurezza dei lavoratori e dei luoghi di lavoro.
Inoltre, per ragioni igienico-sanitarie, nonché al fine della corretta attribuzione di responsabilità, potrebbe essere evitato l’uso promiscuo dei medesimi strumenti utilizzati dal concedente da parte dell’affittuario di poltrona/cabina.

A cosa serve l’affitto della poltrona

Con il contratto di affitto della poltrona si cerca di rispondere ad alcune specifiche esigenze delle imprese artigiane che sono emerse negli ultimi anni. Aprire un’impresa, soprattutto nel settore Benessere, è sempre più difficile per via dei rilevanti investimenti iniziali e dei successivi costi fissi e di funzionamento, senza contare i pesanti oneri fiscali. Il rischio, per chi decide oggi di aprire un’attività, è quello di fallire entro poco tempo.
A tutto questo si aggiungono poi le ben note difficoltà di accesso al credito e la totale assenza di garanzie adeguate a sostegno dei giovani imprenditori. La creazione di posti di lavoro, soprattutto nel settore dell’artigianato, incontra sempre maggiori difficoltà con il protrarsi della crisi. I piccoli imprenditori sono sempre meno propensi ad assumere nuovo personale e ad inserirlo stabilmente in azienda. A soffrire è soprattutto la manodopera qualificata e tutti quei lavoratori che non hanno i requisiti per l’apprendistato. Il risultato è una precarietà diffusa fatta di rapporti di lavoro occasionali e mal retribuiti e la situazione è ulteriormente aggravata dalla chiusura a catena di numerosi stabilimenti industriali.

A fronte delle difficoltà evidenziate, le Organizzazioni di Categoria hanno promosso l’avvio di nuovi modelli di organizzazione aziendale per favorire la riduzione dei costi a carico dei titolari dei saloni di bellezza e facilitare l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali.

Grazie all’affitto della poltrona, numerosi soggetti in possesso dei requisiti professionali, ma privi delle necessarie risorse per avviare un’impresa, potranno esercitare regolarmente la propria professione evitando di alimentare il fenomeno dell’abusivismo e dell’economia sommersa.

Per ogni ulteriore informazione scrivere a info@artigianisalerno.it.

 

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Affitto della poltrona per acconciatori ed estetisti ultima modifica: 2014-12-11T12:36:02+01:00 da Gianluca Carrarese
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Gianluca Carrarese

Con tanta formazione ed esperienza sulle spalle, mi occupo da diversi anni di marketing digitale e social media. Per lavoro e per passione aiuto le imprese ad essere presenti sul web e a comunicare in modo semplice e chiaro.